Racconti

a cura di Libero ©

Presentazione

Carissimi amici, mi chiamo Libero , ma voi umani mi definite uno strigide. Sono un falco pellegrino dominatore del cielo, l’aria e’ mia amica e le ripide rocce sono il mio rifugio ed il mio mondo. Dall’alto il mio sguardo acuto, individua ogni piu’ piccolo oggetto. E’ vero lo confesso sono un predatore, ma caccio solo per sopravvivere. Non sono un bieco e brutale assassino come posso essere dipinto, ma un attento custode del cielo e talvolta della terra. Il mio profilo altero, fiero ed elegante, impreziosiva ed impreziosisce tutt’ora stemmi nobiliari di importanti famiglie, gonfaloni di varie localita’. Sono parte di un gruppo di cinque amici falchi: Vedetta, Notturno, Impavido, Giusto e per ultimo io…..Libero. La nostra missione e’ quella di sorvegliare in modo discreto, ma costante, la verde valle del Taro, compito arduo ma piacevole per chi come noi ama le selvagge valli e gli impervi declivi di giorno come di notte. Abbiamo cambiato la nostra natura….bhe, non del tutto, infatti, seppur a fatica siamo diventati vegetariani, anche se di tanto in tanto non disdegniamo qualche boccone di carne…..che ci volete fare….siamo pur sempre falchi. Ci battiamo senza paura contro chi tenta con cattiveria e furbizia, di sfregiare il nostro mondo boscoso, e contro chi tenta di uccidere inutilmente gli animali che lo popolano. Siamo schivi, ma presenti, siamo come angeli custodi della valle. Unitevi a noi in questa missione, non lasciateci soli, seguite le nostre avventure. Nel nostro cuore speriamo di trovare molti amici da portare con noi in questo volo… Ne vedremo delle belle. Scopriremo le feste, le tradizioni che si perdono nella notte dei tempi e che si avra’ cura di tramandare.
Venite con noi amici di penna sulle ali del vento.
Il viaggio inizia ora.

Un colpo d’ala

La calda sera estiva cala sulla valle del Taro, ed anche questa notte come tutte le altre, entro in campo io, Notturno.
Posato sulla punta di un grande abete, mi lascio dondolare qua e la’ cullato dalla lieve brezza che va dal monte al piano… e’ quasi un soffio impercettibile che non sposta nemmeno le piume, ma la sento pesante ed appiccicosa sui miei occhi. Anche quest’ anno la canicola estiva durante il giorno si fa sentire molto forte, impedendo persino di notte, che la temperatura si abbassi.
Io ed i miei compagni falchi, abbiamo dovuto ridurre di molto i nostri voli ricognitivi, ma nonostante cio’, il nostro impegno non cessa. Dall’ alto della mia postazione, dal monte che sovrasta Solignano, S. Antonio, si vede un grosso serpente nero ricco di mille luci colorate bianche e rosse…voi umani la definite ” Autocisa”. Anche lei come me non dorme neppure di notte. E’ in continuo brulichio di sagome metalliche luccicanti al sole.
Talvolta e’ un po’ assordante per tanti animali che hanno un udito eccezionale. Questa autostrada, si snoda lungo la val Taro per abbandonarla prima di giungere al Passo della Cisa. La societa’ Autocamionale della Cisa e’ stata fondata il 6 settembre 1950, la sua sede sociale era a Noceto e dal 1nov 2017 e’ stata incorporata in S..A.L.T.
La data di apertura fu il 1975. Chiamata Parma-Mare o Parma -La Spezia, l’autostrada A15, mette in comunicazione diretta la pianura padana con la riviera ligure e la Versilia. L’ altitudine massima cui si arriva, presso il valico della Cisa e’ di 750 m circa.
Lungo questa autostrada, si possono incontrare viadotti e gallerie che danno al tracciato una notevole complessita’ dovendo attraversare profonde gole ed impervi rilievi dell’appenino tosco emiliano. Nei pressi del Km 9, e’ situato il monumento detto “ciuffo” di acciaio e cemento opera di Luigi Magnani e vuole rssere un monumento alle autostrade. Tra il 2003 ed il 2009 in localita’ Rocca Prebalza, comune di Berceto, a fianco di uno sperone di roccia ofiolitica che si erge sulla valle Manubiola, vi e’ un nuovo viadotto, recentemente portato a compimento. E’ vero si tratta di un serpente che a volte ferisce la montagna, ma da anche la possibilita’ a tutti di attraversare un ambiente selvaggio e assolutamente unico. Prima di arivare al Passo della Cisa, volgete lo sguardo verso l’alto apparira’ il campanile aguzzo di una piccola chiesetta a protezione di quei monti.
Si tratta della chiesa della “Madonna della Guardia”.
Quando la scorgete ricordatevi di innalzare al cielo una preghiera affinche’ la protezione della Mamma Celeste discenda sututta la valle del Taro perche’ possa rimanere inalterato per sempre..
Bhe, cari amici piumati e non, per me e’ ormai giunto il tempo di un nuovo volo… La notte mi e’ compagna ed amica avvolgendomi col suo manto nero mi sento sicuro.
Ali al vento, a presto amici di penne.

Occhio di Falco

Cari amici di piuma, e’ vero, il fiume Taro e’ proprio un sinuoso serpente che scivola rapido attraverso rocce e campagne…. si volta, si piega, curva e si allinea…. Passando per orridi, forma rive aspre e strette, valli che dolcemente cedono il passo alla pianura. Mentre sorvolo il mio mondo alcune case appaiono accatastate le une sulle altre, altre punteggiano qua e la’ la valle. Graziosi paesini affiorano pian piano, mentre una valle cede il passo ad un’ altra. Certi paesi sembrano libri e certi libri appaono paesi, ma quando libri e paesi si intersecano nella nostra mente, allora ci rendiamo conto che siamo davvero in un posto magico. I campanili svettano acuminati sopra i tetti delle case creando un effetto scenico simile ad un presepe. Talvolta, sia d’estate che d’inverno, la bruma riveste le sponde del fiume creando un altrove ricco di emozioni e di suggestioni. Tra gli alberi si intravedono, talora, strane figure nere, ma se ci si sofferma attentamente, si vede che sono solo mille e mille tronchi d’albero celati da un candido mantello di rugiada. Uno strano magnetismo si avverte in questi luoghi che sia un incanto? Non so…… I miei occhi non mi hanno mai ingannato….. Eppure laggiu’ nel fondo qualcosa di stravagante e oscuro si muove. Fisso attentamente usando tutto il potere che ha la vista di un falco.
Che abbia ragione nonna Mirtilla? Che esista davvero il piccolo popolo che si palesa solo in determinati momenti?
Vorrei parlare con loro, ascoltare le loro vicende, studiare i tratti del loro viso e interpretare i loro desideri, ma non posso disturbarli e non desidero che si accorgano di essere osservati. Questi spiriti meravigliosi che si nascondono negli alberi, devono poter continuare a proteggere la natura che ha bisogno anche di loro. Cosi, con un colpo d’ala mi allontano. Sono felice di sapere della loro esistenza.
A presto cari amici di piuma.

L’imprevisto

Salve amici di penna, eccomi a voi per una nuova avventura. Stavolta tutto accadde per caso mentre una splendida mattina di sole stava per iniziare e l’alba buttava manciate di rosa e violetto nel pallido azzurro del cielo. In fondo, nella casa di nonna Mirtilla, brillava una piccola luce ed un filo di fumo si inerpicava faticosamente verso l’alto. Volevo sentire il profumo delle sue crostate, cosi’ mi avvicinai. Nonna stava raccontando un qualcosa che aveva visto nella canonica del piccolo paese di Fornovo, qualcosa che le era particolarmente piaciuto. Parlava di una tela raffigurante due donne, una adulta, l’ altra piccola e della luce particolare che emanava da quel dipinto. L’ altra persona pareva interessata perche’ la conversazione era molto animata. A noi volatili, a me in particolare, interessano le vicende umane e se vi e’ qualcosa da scoprire sono il primo a partire. Scesi veloce verso la canonica ed anche se con difficoltà riuscii ad intravedere quella tela. Era davvero graziosa, una mamma ed una piccola che teneva tra le mani un foglio con strane lettere. Mi venne il desiderio di decifrare quello che sembrava un messaggio . Mi ricordai di una persona che era in grado di affrontare quella prova e velocemente mi diressi verso la sua casetta appollaiata all’ estremo nord dell’ abitato. Dall’ alto vidi la mia amica intenta allo studio di antichi testi. La giornata era limpida anche se faceva freddo e noi falchi eravamo tra i pochi volatili che sfidavano le ancora gelide correnti di una primavera che stentava ad arrivare. Occorreva far in modo che nonna e la mia amica si incontrassero magari davanti ad una buona tazza di te’. Con abilita’ attirai la sua attenzione come avevo già sperimentato molte volte e con lenti voli circolari, volteggiai sulla casa di Mirtilla come per indicare un punto di riferimento. Era fatto. La mia amica aveva visto e capito, sapevo che di li’ a poco sarebbe andata da Mirtilla per chiarire il motivo del mio avviso. Forse pensava a qualche animaletto sperduto oppure a qualche incidente di natura ecologica. Questa volta si trattava di decifrare strane scritture antiche che in atto di amore o di predizione, davano valore al futuro. Il resto sarebbe venuto da sé. Cari amici di penna, ciò che accadde non lo so, ma dopo qualche giorno nonna era felice perché canticchiava le sue solite melodie e tanto mi bastava. Ora vicino alla scrittura antica ne campeggiava un’altra. La mia vista non poteva sbagliare. Brava la mia amica vero? A presto amici per un nuovo tuffo nella conoscenza . Con affetto Giusto.

La bella Estate

Cari amici, anche oggi per noi falchi non si preannuncia una giornata quieta, sorvolare e sorvegliare, pattugliare e scandagliare il territorio ….. credeteci è molto impegnativo. La calda estate è oramai nel pieno della sua forza ed anche se si ode ancora il suono della mitraglia noi dall’ alto dei grandi giganti di pietra e sui rami dei maestosi alberi secolari non smettiamo di vedere il bello che ci circonda. Apprezziamo la verde ombra dei pioppi neri, la scintillante luce di quelli argentati, i cirri color latte fluttuanti e soavi, il serpeggiare grigiastro-azzurrognolo di un corso d’ acqua. No, non solo la bellezza i nostri occhi scorgono, ma è quella sulla quale amiamo soffermarci e riflettere. Vedetta e gli altri sono già in perlustrazione, mentre io, Libero, riposo un poco le mie ali dopo un lungo volo e colgo l’ occasione di vedere bellissimi fiori. Ecco, GUARDATE anche voi assieme a me.

L’ Equinozio di Autunno

Cari amici eccoci nuovamente con voi, un’ altra estate è passata e l’ inverno si avvicina speriamo non sia troppo rigido. Poca è stata l’ acqua che è caduta dal cielo in questi mesi, la terra riarsa si spaccava come la crosta di una torta bruciacchiata, quanta fatica abbiamo avuto noi falchi, per trovare un sorso di acqua fresca. Ed ora inizia la stagione delle piogge, la stagione dei funghi e delle castagne …. e voi esseri a due zampe cosa fate? Noi lo vediamo siete indaffarati a raccogliere tutto quello che il bosco produce senza pietà per noi selvatici, passate in squadre e fate razzia di tutto…. animali compresi. Noi sentiamo quanto poco rispetto c’è per gli esseri viventi dei boschi e per le piante colpite da falcetti branditi in malo modo per farvi spazio tra la vegetazione. Per fortuna però vediamo anche che ci sono esseri davvero UMANI che invece soccorrono chi di noi é ferito, curano il bosco lo tutelano e sono guardiani custodi. A loro va il nostro plauso, la nostra gratitudine, il nostro timoroso affetto. E che dire di queste giornate dai colori caleidoscopici? Che dire della tempesta appena passata? Nulla, solo terrore e buio, ma noi falchi non vogliamo ricordare i momenti brutti non abbiamo il tempo per essere tristi dobbiamo lottare con la vita e a volte contro essa. Amiamo altresì, ricordare l’ arrivo della luce, il sole dopo l’ uragano e le piante che frustate dal vento fanno cadere dai rami gocce di pioggia come lacrime per lasciare alle spalle la minaccia superata. Anche questa è meraviglia di Dio. Godetevi questa immagine con noi scattata qualche giorno dopo ripetto l’ Equinozio celeste. A presto cari amici.